Il perdono non conosce limiti
07. Maggio. 23

Un servo fortemente indebitato appare davanti al suo re; si prostra davanti a lui e lo supplica di condonargli il debito. Il re ha compassione per lui. Appena liberato dai suoi obblighi, il servo arresta un suo collega che gli deve una piccola somma. Quest’ultimo lo supplica di aspettare fino a quando non sarà in grado di ripagare tutto. Ma il primo servo è spietato e lo getta in prigione. Quando il re viene a sapere di questi avvenimenti, è pieno di rabbia e fa imprigionare lo spietato debitore a cui aveva annullato il debito. Ordina che sia tormentato fino a quando non avrà rimborsato il denaro.

Gesù raccontò questa parabola ai suoi discepoli che si chiedevano quante volte si debba perdonare il prossimo. Non ci facciamo forse del male a vicenda con le parole e con le azioni? Così, contraiamo debiti l’uno con l’altro e abbiamo bisogno di perdono.
Gesù ha dato la sua vita per soffrire la punizione che meritano le nostre offese a Dio. Ha perdonato prima ancora che fossimo in grado di chiedere la sua misericordia. Si aspetta che a nostra volta perdoniamo quelli che ci fanno dei torti.

«Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?»
E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».

Vangelo di Matteo 18:21b–22

Hai difficoltà a perdonare?

Testo biblico Vangelo di Matteo 18:21-35 (versione originale della parabola)

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