da Elyn Schranz | 3. Maggio 2026
Adoro parlare del «dono immeritato» di Dio. Questa nuova vita che Egli vuole donarci dimostra quanto sia sconfinato il suo amore. Dio ha dato il suo unico Figlio, che è morto per i nostri peccati.
Non devi più espiare le tue colpe né guadagnarti il favore di Dio con le buone opere. Gesù lo ha fatto per te. È impossibile guadagnarsi la sua grazia.
Su questa base siamo chiamati a «fare il bene». La nuova vita, sostenuta dall’amore di Dio, fa maturare frutti di gratitudine e generosità. Questo è il disegno e il destino divini per la nostra vita.
Sei una persona amorevole, creata da Dio. Le persone intorno a te possono rendersene conto quando ascolti Dio e metti in pratica ciò che Egli ti ricorda come idea o incarico.
È Dio stesso che ci ha fatto così e ci ha dato nuova vita in Gesù Cristo, per farci compiere quelle buone opere che egli aveva preparato per noi fin da principio. Dio stesso ha cominciato il cambiamento in noi, rendendoci capaci di fare il bene. Efesini 2,10
E se «fare del bene» non fosse uno sforzo morale, ma semplicemente una conseguenza naturale di chi sei?
Testo della settimana: Efesini 2, 1-10
da Elyn Schranz | 26. Aprile 2026
Un grande proprietario terriero aveva raccolti particolarmente abbondanti. I suoi granai erano diventati troppo piccoli, così decise di costruire nuovi fienili enormi. Pensava che ora avrebbe potuto godersi la vita senza più preoccupazioni. – Niente di più sbagliato! Dio gli disse: «Stolto, oggi stesso morirai. Che cosa ti resterà allora di tutta la tua ricchezza?» – Così accadrà a tutti coloro che accumulano ricchezze sulla terra, ma si presenteranno a Dio a mani vuote (da Luca 12,21).
Perché la vita vera non dipende dalle ricchezze che possediamo!
Gesù raccontò questa parabola perché gli era stato chiesto consiglio su una questione ereditaria. Egli illustrò ai suoi ascoltatori quanto poco conti il materiale rispetto all’eterno. Ciò che è importante sulla terra, Dio lo valuta in modo completamente diverso. Vale quindi la pena investire in valori che durano per sempre.
Di cosa saranno piene le tue «mani» quando ti presenterai davanti a Dio?
Testo della settimana: Luca 12,13-21
da Elyn Schranz | 19. Aprile 2026
Gesù comprende i dubbi dei suoi amici e li affronta in modo impressionante. Si rivolge ai loro sentimenti e ai loro pensieri e mostra loro le mani e i piedi feriti: «Guardate… Sono proprio io».
La naturalezza con cui Gesù parla delle preoccupazioni, delle paure e dei dubbi mi mostra quanto sia accessibile, sensibile e attento alle esigenze individuali nel suo modo di rapportarsi con le persone. Con amore si rivolge anche a Tommaso, a cui permette di mettere le mani sulle sue ferite. Che scena sconvolgente hanno vissuto i discepoli di Gesù! Il loro maestro è stato giustiziato come un assassino, nonostante predicasse l’amore e lo vivesse in prima persona.
I capi ebrei dell’epoca mascheravano i propri dubbi con arroganza e argomentazioni presuntuose. Tommaso, invece, disse onestamente ciò che pensava. Voleva vedere Gesù, e il Figlio di Dio esaudì il suo desiderio.
Come affronti i dubbi? Rifletti su dove e in che modo hai incontrato Gesù finora.
«Ed egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io!»
dice Gesù in Luca 24,38b–39a
Quando ti vengono i dubbi?
Testo della settimana: Luca 24,36–49
da Elyn Schranz | 5. Aprile 2026
Di recente ho vissuto un momento del genere. In realtà andava tutto bene, niente di drammatico. Eppure avevo questa sensazione: «È tutto qui?» Funziono, sbrigo le mie faccende, vado avanti… ma dentro di me c’è un vuoto.
Conosci quella sensazione in cui la vita sembra girare a vuoto? Ti alzi, vai avanti, sbrighi le faccende, rifletti… eppure rimane un senso di vuoto. Forse ti sei già chiesto se davvero qualcosa possa cambiare. È proprio qui che entra in gioco la Pasqua: non come tradizione, ma con un messaggio forte: Gesù vive – è risorto.
Questo significa molto più di quanto si possa pensare a prima vista. Significa che il senso di colpa non deve avere l’ultima parola. La speranza non è solo un bel pensiero. E la tua vita non è semplicemente predeterminata. Gesù vive – e oggi desidera incontrarti. Con una pace che va oltre le tue circostanze. Con un perdono che rende veramente liberi. E con una speranza che sostiene.
La domanda fondamentale è: vuoi aprirti a Gesù, anche nella tua vita? Non in un momento imprecisato. Non solo a livello teorico. Ma adesso. Forse è proprio questo il momento in cui qualcosa sta cambiando nella tua vita. Prenditi un attimo per riflettere e valuta tu stesso cosa potrebbe significare per te.
Allora gli uomini chiesero: «Perché cercate in una tomba chi è vivo? 6-7 Non è più qui. È risorto!
Luca 24, 5-6
Testo della settiamana: Luca 24
da Elyn Schranz | 22. Marzo 2026
La «Costa Concordia» brillava al sole mentre i passeggeri salivano a bordo per la crociera. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella maestosa nave sarebbe diventata la tomba di 32 di loro. Cinque anni dopo l’incidente, il capitano è stato condannato a 16 anni di reclusione.
Come una crociera, anche la nostra vita ha il suo fascino, ma comporta anche dei rischi! A chi ti affidi? Alcuni pensano di essere i più bravi a cavarsela da soli! L’inizio può anche andare bene, ma quanto velocemente la nave può affondare se si scatena una tempesta! Altri si affidano a personalità promettenti e che ispirano fiducia – e vengono miseramente delusi.
Ecco, io desidero i tuoi precetti, ravvivami nella tua giustizia. Salmo 119, 40
Da quando ho conosciuto Dio come Padre amorevole, suo Figlio Gesù Cristo come mio Salvatore personale e lo Spirito Santo come mio fedele consolatore, sono certo che raggiungerò la meta.
Testo della settimana: Salmo 119, 30-42