da Elyn Schranz | 30. Agosto 2026
Una donna mi ha raccontato di recente del suo primo tentativo di preparare il pane in casa. In realtà non aveva quasi tempo per farlo. Ma si era messa in testa di farlo: «Oggi voglio preparare il mio pane». In tutta fretta ha raccolto gli ingredienti, ha preparato l’impasto e l’ha infornato.
La delusione fu grande quando, più tardi, addentò il pane appena sfornato. Non sapeva di «niente», era semplicemente insipido. Nella sua impazienza non si era concentrata a dovere e aveva dimenticato la cosa più importante: il sale.
Abbiamo bisogno di pazienza. È ciò che ci insegna la Bibbia. L’impazienza ha causato molte distruzioni. Non sono solo i beni materiali a poter andare in frantumi: anche le relazioni risentono dell’impazienza.
Per questo: prenditi il tuo tempo. Sii paziente con te stesso e con chi ti sta vicino. Rifletti: cosa sta succedendo nella mia vita – oggi? Domani? Tra un mese? Una cosa è certa: per scoprire cosa Dio vuole da te, hai bisogno di pazienza e tempo. Le risposte affrettate spesso si rivelano pessimi consiglieri.
Voi avete soltanto bisogno di pazienza; allora, dopo che avrete fatto la volontà di Dio, otterrete tutto ciò che egli vi ha promesso.
Ebrei 10,36
Testo della settimana: Giacomo 5,7-11
da Elyn Schranz | 23. Agosto 2026
Mentre cercavo di schivare un sasso sulla stretta strada alpina, si è sentito un boato fortissimo. La nostra auto è stata scossa violentemente.
Preoccupato, ho guardato sotto la carrozzeria per vedere se magari si fosse strappato un tubo dei freni o se la coppa dell’olio avesse un buco. Per miracolo, solo la lamiera del pianale era leggermente danneggiata. La cosa avrebbe potuto finire in modo ben diverso.
Quante pietre hanno già spento vite preziose.
Siamo stati semplicemente più fortunati, ancora una volta?
Ogni giorno, nella preghiera, affido tutta la nostra famiglia nelle mani di Dio e la rimetto alla Sua protezione. Il nostro Creatore sa quanti capelli abbiamo in testa. Per questo posso affidargli con fiducia ogni dettaglio della mia vita.
Sarò sempre con voi, fino alla fine del mondo.
Matteo 28,20b
La salvezza è un dono che nessuno può meritarsi. Dio non ci promette una vita senza problemi. Chiunque riponga fiducia in Lui può essere certo che Egli rimarrà sempre e ovunque al mio fianco.
Non è forse molto più che una semplice questione di fortuna?
Testo della settimana: Matteo 28
da Elyn Schranz | 16. Agosto 2026
Erano quasi le dodici e alcune persone sono entrate nel nostro ufficio. Avevano viaggiato per una buona ora e io le conoscevo solo di sfuggita. Dopo aver fornito loro le informazioni necessarie, mi sono chiesto dove potessero andare a mangiare qualcosa. – Fuori faceva freddo e mi venne spontaneo invitarli a pranzo. Mi recai brevemente nella stanza accanto e telefonai a mia moglie, alla quale spiegai la situazione. – Felice della risposta positiva, invitai le persone a pranzo.
E non dimenticate di essere ospitali verso gli stranieri, perché alcuni, facendo così, hanno accolto senza saperlo degli angeli!
Ebrei 13,2
Durante il grande pranzo si è sviluppata una discussione molto animata. I bambini erano curiosi di saperne di più sulla «mentalità romanda», poiché a scuola stavano proprio discutendo della Rivoluzione francese. Le bocche affamate sono state saziate, le domande hanno trovato risposta e i legami si sono rafforzati. Mia moglie trasudava soddisfazione al pensiero di aver sfamato alcuni «angeli» affamati.
Testo della settimana: Luca 1,46-55
da Elyn Schranz | 9. Agosto 2026
Durante una gita in barca, Dawson Trotman è stato sbalzato fuori dall’imbarcazione da diporto del suo amico. Lo stesso è accaduto a un’altra passeggera, che non sapeva nuotare. Dawson ha salvato la donna, ma per lui il battello di soccorso è arrivato troppo tardi. Quest’uomo ha sacrificato la propria vita per una persona che non conosceva. Il suo amore per il prossimo scaturiva dal profondo rapporto che aveva con Gesù. Questa fonte di forza ha plasmato la sua personalità altruista.
Il vero amore ci commuove perché non cerca mai il proprio tornaconto. Gesù incarnava questo amore autentico. Ha sacrificato la propria vita per amore incondizionato verso di noi. Chi accetta questo perdono e vive secondo esso, è riconciliato con Dio.
E questo è il vero amore: non siamo stati noi che abbiamo amato Dio, ma è stato Dio che ha amato noi, ed ha mandato suo Figlio per farci avere il perdono dei nostri peccati.
1. Giovanni 4,10
Testo della settimana: 1. Giovanni 4,7-21
da Elyn Schranz | 2. Agosto 2026
“Vergognati!” Queste erano le parole che sentiva più spesso da sua madre, e lo condussero nel mondo della droga, poi in prigione e quasi alla morte. La vergogna è un sentimento che opprime, accusa, ferisce ed è quasi insopportabile. Perciò, molte persone si rifugiano nell’intorpidimento emotivo, in comportamenti aggressivi o autodistruttivi. Per soffocare la propria vergogna, umiliano, ridicolizzano, espongono, denigrano o molestano gli altri. In questo modo, la vergogna sopravvive di generazione in generazione.
I farisei umiliarono pubblicamente un’adultera e volevano lapidarla. Gesù disse: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». Colpiti da queste parole, fuggirono! Gesù diede alla donna la risposta liberatrice: «Neanch’io ti condanno; va’ e non peccare più!».
Gesù non condanna un peccatore pentito! Attraverso il perdono, riacquistiamo la nostra dignità! Egli desidera che viviamo in pace e in libertà.
E Gesù disse: «Neppure io ti condanno; va’ e da ora in poi non peccare più».
Giovanni 8,11
Testo settimanale: Isaia 42,1–9