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Kennt echter Glaube Zweifel?

Kennt echter Glaube Zweifel?

Viele Psalmen der Bibel, welche der damalige König David dichtete, berichten von Zweifel oder Angst. Trotzdem wurde er ein «Mann nach dem Herzen Gottes» genannt. – Weshalb sollten «Gläubige» keine Zweifel haben?

Echter Glaube lässt Zweifel zu, weil er zum Leben gehört. Etwas anderes ist aufgesetztes, geheucheltes «frömmeln» oder zerstörerisches kritisieren und hinterfragen. Das nimmt viele gefangen und schadet ihnen. Reden wir mit Gott über unsere Zweifel und Ängste, sind wir am richtigen Ort. In seiner Gegenwart wächst neuer, beständiger Glaube.

Wenn du also Zweifel hast, ist das kein Problem. Sprich mit Gott darüber, denn er weiss es sowieso. Lass dich vom Heiligen Geist und im Lesen der Bibel wieder an das Vaterherz Gottes zurückführen. Es sind diese wichtigen Begegnungen, welche uns befreien und neues, göttliches Vertrauen in uns schaffen.

Jesus sagte: «Du glaubst, weil du mich gesehen hast. Freuen dürfen sich alle, die mich nicht sehen und trotzdem glauben!»

Johannes 20,28b

Hast du neuen Mut gefasst mitten im Zweifel?

Bibeltext zum Thema: Johannes 20,24-31

Gesù torna dal Padre

Gesù torna dal Padre

Per ben quaranta giorni dopo la Pasqua, più volte, Gesù apparve agli apostoli, dando molte prove della sua risurrezione. In quelle occasioni egli parlò loro di ciò che significava effettivamente aspettare il regno di Dio. Molti speravano ancora che Gesù ristabilisse il regno visibile d’Israele. Invece Gesù con pazienza spiegava loro: «È il Padre che ha fissato il momento opportuno. Non spetta a voi saperlo. Voi aspettate a Gerusalemme finché Dio vi riempirà dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».

E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».

Atti degli Apostoli 1:10-11

Mentre parlava, sotto gli occhi degli apostoli, Gesù cominciò a salire verso il cielo, finché non scomparve in una nuvola.

Essi, però, questa volta non furono rattristati come dopo la sua morte sulla croce, ma tornarono gioiosi a Gersusalemme perché avevano capito che dovevano aspettare la venuta dello Spirito Santo.

Da allora sono passati ormai duemila anni! – In questi giorni abbiamo riflettuto su tante profezie che si sono adempiute in una breve settimana, con la morte e la risurrezione di Gesù. Perciò, chi ha fede in lui sa che egli ritornerà come Re e come Giudice, al momento stabilito dal Padre! Gesù desidera regnare nel cuore di tutti coloro che ancora oggi lo accettano come Salvatore e credono in lui!

Dal Nuovo Testamento sappiamo che Gesù è tornato in cielo e si trova alla destra del Padre come avvocato supremo. Infatti l’apostolo Paolo lo scrive nella Lettera ai Romani. Il credente che pecca si sente colpevole e confessa i suoi errori al Signore; sa che ha Gesù come suo avvocato difensore perché ha pagato il prezzo più alto. Ora intercede e difende la nostra causa: «Chi oserà accusare quelli che Dio ha scelto, quando proprio Dio li ha perdonati e li ha resi giusti? Chi ci condannerà? Gesù Cristo è morto e molto di più, è stato risuscitato e ora si trova alla destra di Dio, a sostenere la nostra causa!» da Romani 8:33-34

Ti consiglio di leggere questi versetti stupendi che si trovano nella Lettera ai Romani al capitolo  8.

Quale serenità ti dona la certezza che niente e nessuno può separarti dall’amore di Dio? Aspetti anche tu con gioia il suo ritorno?

Testo per approfondire: Atti degli Apostoli 1:2-12 / Romani 8:31-38

Ciò che conta davvero

Ciò che conta davvero

Un ricco proprietario di una grande tenuta fece diversi raccolti abbon- danti. Essendo i suoi granai troppo piccoli, decise di costruirne di nuovi, abbastanza spaziosi, per conservare le sue ricchezze. Poi si propose: «Ora posso godermi la vita e smettere di preoccuparmi per il domani». Calcolo sbagliato! Ecco ciò che Dio gli disse: «Stolto, questa stessa notte morirai. Allora, cosa ti resterà?» Questo è il destino di tutti coloro che accumulano ricchezze terrene e che, un giorno, compariranno davanti a Dio a mani vuote (Luca 12:21).

Gesù raccontò questa parabola perché gli fu chiesto un consiglio su un’eredità. Egli dimostrò così come i beni materiali abbiano poco valore rispetto a quelli eterni. Che cos’è più importante? Il modo di vedere di Dio è ben diverso dal nostro. Vale quindi la pena investire nei valori imperituri.

State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita.

Vangelo di Luca 12:15b

Con che cosa ti presenterai davanti a Dio?

Testo biblico Vangelo di Luca 12:13-21 (versione originale della parabola)

Das Leben nach dem Leben

Das Leben nach dem Leben

Fantasy Geschichten gehören zu meinen Favoriten. Bereits als Kind habe ich Geschichten wie «Narnia» oder «Der Herr der Ringe» verschlungen. Abtauchen in eine Welt voller Wunder und Fantasie. Da begann mein Herz schneller zu schlagen und Träume haben sich in mir geformt.

Wir Christen haben ein Buch, das in manchen Teilen einem Fantasy-Roman gleicht. Wenn die Bibel zum Beispiel vom Leben nach dem Tod oder dem Leben nach dem Leben spricht, dann klingt die Beschreibung für mich wie aus einer Märchenwelt.

Bibeltext zum Thema: Lukas 6,20-26

Freut euch, ihr Armen! Ihr werdet mit Gott leben in seiner neuen Welt.

Sagte Jesus in Lukas 6,20b

Die Gewissheit, dass ich diese fantastische Welt wirklich sehen werde, gibt mir allein Jesus. Er hat für alle den Zugang zu Gott wieder freigemacht. Auch du hast die Möglichkeit, das Leben nach dem Leben in Anspruch zu nehmen. Bekenne Jesus alle deine Schuld und vertraue dich ihm ganz an.

Ich freue mich wie ein Kind auf das, was kommt: das Leben nach dem Leben. Geht es dir auch so oder hast du Angst davor?

Melde dich bei uns, wenn du Fragen und Anliegen dazu hast.

Il perdono non conosce limiti

Il perdono non conosce limiti

Un servo fortemente indebitato appare davanti al suo re; si prostra davanti a lui e lo supplica di condonargli il debito. Il re ha compassione per lui. Appena liberato dai suoi obblighi, il servo arresta un suo collega che gli deve una piccola somma. Quest’ultimo lo supplica di aspettare fino a quando non sarà in grado di ripagare tutto. Ma il primo servo è spietato e lo getta in prigione. Quando il re viene a sapere di questi avvenimenti, è pieno di rabbia e fa imprigionare lo spietato debitore a cui aveva annullato il debito. Ordina che sia tormentato fino a quando non avrà rimborsato il denaro.

Gesù raccontò questa parabola ai suoi discepoli che si chiedevano quante volte si debba perdonare il prossimo. Non ci facciamo forse del male a vicenda con le parole e con le azioni? Così, contraiamo debiti l’uno con l’altro e abbiamo bisogno di perdono.
Gesù ha dato la sua vita per soffrire la punizione che meritano le nostre offese a Dio. Ha perdonato prima ancora che fossimo in grado di chiedere la sua misericordia. Si aspetta che a nostra volta perdoniamo quelli che ci fanno dei torti.

«Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?»
E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».

Vangelo di Matteo 18:21b–22

Hai difficoltà a perdonare?

Testo biblico Vangelo di Matteo 18:21-35 (versione originale della parabola)