Un giorno Gesù fece un ingresso trionfale a Gerusalemme: Harim*, un giovane ebreo, si avvicinò a quel corteo che passava per le vie della sua città e vide un uomo seduto su un asino e la gente che esclamava: «Osanna, al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» Molti mettevano i loro mantelli sulla strada, altri tagliavano dei rami e li poggiavano a terra per creare una sorta di tappeto.
Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme! Ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino, sopra un puledro, il piccolo dell’asina.
Profeta Zaccaria 9:9
Immediatamente, Harim* pensò al Salmo che aveva sentito cantare spesso da coloro che si recavano al tempio: «Chi è questo Re di gloria? È il Signore forte e potente!»
Il giovane aveva sentito parlare più volte di Gesù, ecco perché stava guardando quella scena con grande attenzione. Harim* era rimasto impressionato nel sentire di tutti i miracoli che Gesù aveva compiuto. La gente raccontava che Gesù avesse un modo unico di insegnare. Proprio per questo Harim*, vedendolo cavalcare un asinello, pensò che non si comportava così come facevano i governatori romani, fieri sulle loro cavalcature.
Harim* era sempre più convinto di aver incontrato proprio il Messia, il re tanto atteso, il discendente del re Davide! Ormai si era fatto una sua opinione su Gesù e non voleva essere influenzato dal parere di altri che non lo riconoscevano come Messia. Inoltre riteneva l’asino molto adatto alla persona di Gesù e pensava: «È un animale abituato a sopportare dei carichi pesanti!» E si chiedeva se fosse per questo che aveva sentito dire da Giovanni Battista che il Messia avrebbe portato il peso del peccato del mondo.
Perciò pieno di entusiasmo si mise a gridare insieme agli altri: «Osanna al Re che viene!» Nelle sue lettere l’apostolo Paolo dà un titolo interessante a Gesù: «il Signore della gloria»!
Chi è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, per te?
* Gli avvenimenti della domenica delle Palme immaginati così come avrebbe potuto raccontarli un giovane ebreo.
Wir können uns mit genügend Geld kaufen, was uns gerade gefällt. Es muss einfach gefallen und für uns stimmen. Wir denken, dass das bei Gott auch so funktioniert und dass viele Wege zu Gott führen. Wichtig ist, dass es für mich stimmt! – Ist das wirklich so?
Fact: Gott schuf die Welt in sechs Tagen und machte Mann und Frau nach seinem Bild. Er sandte seinen Sohn, obwohl er schon immer existierte. Die Jungfrau Maria brachte ihn zur Welt. Jesus wuchs in der Familie eines Zimmermanns auf. Der Handwerker lehrte gewaltig und nicht wie die Theologen von damals. Die Wunder unterstrichen seine göttliche Identität.
Alle Religionen stellen Ansprüche, die kaum erfüllt werden können. Trotzdem reicht gutes Tun nie aus. – Der souveräne Gott hat keine Religion. Er gab seinen Sohn Jesus auf die Erde, um uns Vergebung und Versöhnung anzubieten. Eine echte, tiefe Beziehung zu Gott können wir nur durch Jesus bekommen. Er hat schon alles getan!
Jesus antwortete: «Ich bin der Weg, ich bin die Wahrheit, und ich bin das Leben! Ohne mich kann niemand zum Vater kommen.»
Il 28 gennaio 2007, cinque polacchi partirono per scalare il Cervino. Nessuno di loro sospettava la triste notizia che avrebbe raggiunto i loro cari pochi giorni dopo. Due degli scalatori rimasero al rifugio «Hörnli» perché uno di loro si era ferito alla spalla. Gli altri iniziarono ad arrampicarsi verso la vetta.
Poco prima di mezzanotte, una chiamata arrivò al numero di emergenza 144. Ma il tempo era così brutto, che nessuno poté intervenire immediatamente. Quando ripresero i contatti, verso le otto del mattino successivo, il polacco rispose: «Non abbiamo bisogno di aiuto». I soccorritori avevano passato una notte insonne, ma, a quel punto pensarono che il loro compito fosse finito.
Fu uno shock quando alle 22 suonò nuovamente l’allarme. La neve e la fitta nebbia non permisero di intervenire fino all’alba. Dopo una lunga ricerca, trovarono gli escursionisti, ormai senza vita, sepolti sotto la neve. Conclusione: i due alpinisti hanno avuto la fortuna di essere stati costretti a rimanere nel rifugio. Gli altri tre, che si erano svitati, avrebbero potuto essere salvati senza problemi, se solo avessero accettato l’aiuto proposto.
E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo.
Letzten Frühling kaufte ich Maissamen, welchen ich in den Blumentopf auf meiner Terrasse streute. Anfänglich wuchsen die Pflanzen prächtig und wurden immer grösser, schöner und grüner. Ich pflegte sie, so gut ich konnte. Plötzlich begannen sie sich braun zu verfärben und liessen den Kopf hängen. Nach kurzer Zeit verdorrten sie. Was war nur passiert?
Ich begann zu analysieren und stellte fest, dass Mais für das Feld geschaffen ist. Mein Blumentopf auf der Terrasse war ungeeignet. Dieses Experiment lehrte mich folgendes: Gott hat mich zur Beziehung mit ihm geschaffen, verwurzelt wie der Mais. Er gibt mir lebenswichtige «Nährstoffe» zum Leben. Deshalb benötigen meine Wurzeln genügend Platz. Seine optimale Pflege bewirkt gesunde Frucht.
Seid in Christus verwurzelt und baut euer Leben ganz auf ihn.
Il più giovane dei figli chiese un giorno la sua eredità, andò in città e sperperò tutti i beni vivendo nella dissolutezza. Il maggiore rimase con suo padre e sgobbò nella proprietà di famiglia. Un giorno, il più giovane riapparve, affamato e vestito di stracci, con il cuore pentito. Il padre, che aveva aspettato tanto quel momento, lo accolse a braccia aperte. Gli diede un bacio e ordinò che il vitello grasso fosse preparato. Lo rivestì e gli mise un anello al dito quale segno della riconciliazione. Diede una festa e tutto intorno si sentì la musica.
Intanto il figlio maggiore tornò dai campi, esausto. Udì le canzoni e scoprì i festeggiamenti per il ritorno di suo fratello. Pieno di rabbia, rivolse amari rimproveri al padre, il quale rispose: «Figlio mio, tuo fratello era perduto ed è tornato a casa. Vieni e rallegrati con noi!» Conclusione: entrambi i figli hanno avuto un cattivo comportamento. Il padre li ha invitati entrambi alla stessa tavola. Ognuno di loro è stato libero di prendere parte alla festa o meno.
Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te.
Vangelo di Luca 15:18b
Dio invita ancora oggi a tornare ed avere comunione con lui, ma chi rifiuta la sua offerta rimarrà eternamente separato da lui.
Qual è la tua scelta?
Testo biblico: Vangelo di Luca 15:11-32 (versione originale della parabola)
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