da Godloves.me | 6. Aprile 2021
Al tempo dell’Impero Romano la crocifissione era la modalità di esecuzione della pena di morte. Il filosofo Cicerone lo ha definita come «il supplizio più crudele e più tetro». Un terribile tradimento, le false accuse e le calunnie rese in cambio di vile danaro hanno
condotto Gesù Cristo, il Figlio di Dio, a subire quel giudizio atroce.
Gesù era completamente innocente ed anche il governatore romano Ponzio Pilato non era davvero convinto che fosse colpevole. Così mentre la folla gridava ferocemente: «Crocifiggilo!», il Cristo è stato condannato ingiustamente.
Era un uomo perfetto e non meritava la morte in quanto non aveva mai peccato. Ma su quella croce ha scontato la condanna per i miei e per i tuoi errori. Ha preso su di sé la nostra malvagità. È morto come un malfattore al posto nostro.
La croce ricorda anche a te che è necessario rivolgerti a Gesù. Riconosci i tuoi peccati; chiedigli perdono, ringrazialo e cambia il tuo stile di vita, perché al Calvario si è caricato del verdetto che toccava a te. Grazie a lui sei liberato anche dalla colpa e reso giusto davanti a Dio.
Cristo ci ha riscattati.
Lettera ai Galati 3:13a
Come ti prepari a festeggiare la Pasqua?
Testo per la settimana: Lettera ai Galati 3:9-14
Scrivi, se hai delle domande su Dio o sulla Bibbia?
da Godloves.me | 31. Marzo 2021
La Pasqua per gli ebrei è la festa annuale più importante: ricordano la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Anche Gesù desiderò con tutto il cuore celebrare questo ricordo con i suoi discepoli prima di soffrire. Gesù ci dà la vera liberazione dalla schiavitù del peccato! Ecco perché viene chiamato l’Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo. (Giovanni 1:29)
Nemmeno i discepoli, che avevano vissuto per circa tre anni in stretto contatto con Gesù, capirono la gravità di quel momento, cioè l’imminente sacrificio del loro Maestro. Poco prima della sua morte li ritroviamo addirittura a litigare fra di loro per capire chi sarebbe stato il più importante nel regno di Dio!
Ecco perché Gesù dimostra ancora una volta con i fatti che egli si trovava in mezzo a loro come Colui che serve: si alzò da tavola, si tolse la veste, si mise un asciugamano attorno ai fianchi, versò dell’acqua in una bacinella e cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli e ad asciugarglieli.
Proprio mentre stavano ancora mangiando, Gesù fu sopraffatto da una forte tristezza e disse che uno di loro lo avrebbe tradito. Dicendo questo, diede a ciascuno l’opportunità di esaminarsi. Ecco perché ognuno di loro gli chiese: «Signore, sono forse io?» Gesù rispose che colui che avrebbe inzuppato il pane nel suo piatto lo avrebbe tradito e poco dopo Giuda Iscariota fece proprio questo.
In effetti Giuda Iscariota aveva già complottato con i capi religiosi di tradire Gesù per trenta sicli d’argento, il valore di 10 mila € di oggi.
È incredibile pensare che Gesù stesse parlando di questo atto tremendo di tradimento proprio mentre quel discepolo era presente alla cena. Gesù è profondamente diverso da noi, se noi sapessimo che qualcuno ci sta per tradire daremmo libero sfogo alla nostra rabbia e ira, ma non Gesù!
Poi Gesù prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi.
Quale attegggiamento di Gesù ti colpisce particolarmente?
Che cosa puoi imparare dalle sue azioni?
Testo per approfondire: Giovanni 13:1-30 / Luca 22:17-20
da Godloves.me | 21. Marzo 2021
Un’esperta nuotatrice ha tentato di attraversare la Manica per battere il record di velocità, quando si è trovata improvvisamente circondata da una fitta nebbia. Nonostante la sua eccellente preparazione atletica, ha perso l’orientamento. Presa dallo scoraggiamento,
ha esaurito le forze e ha rinunciato all’impresa.
Il dubbio e l’ignoranza ci possono impedire di percepire il senso e lo scopo della vita. Attraversiamo momenti di disorientamento nei quali perdiamo di vista il traguardo.
Nelle nostre tenebre, Gesù è la luce che ci mostra la strada per raggiungere la vita eterna.
Le sue parole sono illuminanti perché dicono la verità riguardo allo stato del nostro cuore. Ha promesso una mèta ben oltre il presente e il mondo materiale. Nel cielo ha preparato un luogo dove accogliere chiunque mette la propria fiducia in lui. A costui egli offre la vita in dono e, ogni giorno, la forza necessaria a non arrendersi di fronte alle difficoltà.
Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Vangelo di Giovanni 14:6
Quale posto dai a Dio nella tua vita?
Testo per la settimana: Vangelo di Giovanni 14:1-14
Scrivi, se hai delle domande su Dio o sulla Bibbia?
da Godloves.me | 14. Marzo 2021
Es gibt heute sehr viele Türen, durch die wir gehen können! Wir leben in einer Welt, die jeden Geschmack befriedigen will. Jesus sagt hier nicht: «Hallo, ich bin eine von vielen Türen, komm doch zu mir, das wäre echt trendy.» Er sagt von sich sehr absolut: «Ich
bin die Tür.»
Er ist die einzige Türe, bei der wir Rettung finden. Bei ihm bekommen wir, was wir wirklich brauchen. Er stillt den Hunger und Durst unserer Seele. Aber wir müssen eintreten.
Durch Jesus bekommen wir Zugang zur Gegenwart Gottes. Wir betreten Gottes Haus, weil Jesus uns durch die Vergebung der Sünde die Berechtigung dazu gibt. An seinem Tisch sind viele lebenswichtige Speisen (Galater 5,22), die wir nur bei ihm finden.
Schliesslich weiss unser Erfinder am Besten, was wir nötig haben.
Rettung finden wir nur bei dem ewigen Gott.
Jesus sagt: «Ich bin die Tür. Wenn jemand durch mich hineingeht, wird er gerettet werden und wird ein- und ausgehen und Weide finden.»
Johannes 10,9
Kleben Sie diesen Vers an Ihre Zimmertür und lesen Sie ihn laut! (Vertiefung des Themas mit diesem Link)
Wochentext: Johannes 10,1–11
Gerne beantworten wir Ihre Fragen anhand der Bibel.
+41 77 533 61 78 (SMS, WhatsApp) info@msd-online.ch
da Godloves.me | 14. Marzo 2021
Recentemente, un bambino che conosco, si è fatto male. Niente di grave, solo un piccolo taglio alla mano, ma urlava a squarciagola. Siamo corsi a prendere il kit di emergenza per medicargli la ferita e, una volta curato e seduto sulle ginocchia della madre, il ragazzo
si è calmato rapidamente dimenticando l’accaduto.
Talvolta consideriamo Dio come una cassetta del pronto soccorso. Lo releghiamo in un angolo e ricorriamo a lui solo nei momenti di difficoltà.
Dio non vuole essere chiamato esclusivamente in caso di pericolo, desidera che lo teniamo presente in ogni circostanza, perché sia sempre al nostro fianco. Ci offre la sua amicizia e il suo sostegno. Tu, non vorresti essere chiamato dai tuoi amici solo quando si
trovano con l’acqua alla gola?
Lascia che Dio entri nella tua vita e se ne faccia carico. Egli vuole sempre il meglio per te e ti offre una speranza eterna.
Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te.
Salmo 73:25
Quale posto dai a Dio nella tua vita?
Testo per la settimana: Salmo 73:21-28
Scrivi, se hai delle domande su Dio o sulla Bibbia?