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Wie begegnen Sie Zweifeln?

Wie begegnen Sie Zweifeln?

Jesus versteht die Zweifel seiner Freunde und geht damit eindrücklich um. Er spricht ihre Gefühle und Gedanken an und zeigt ihnen seine verwundeten Hände und Füsse: «Seht doch… Ich bin es wirklich.»

Die Selbstverständlichkeit, mit der Jesus über Sorgen, Ängste und Zweifel spricht, zeigt mir, wie nahbar, sensibel und individuell er mit Menschen umgeht. Liebevoll geht er auch auf Thomas ein, der seine Finger auf seine Wunden legen darf. Was für eine turbulente Szene erlebten die Jünger von Jesus! Ihr Lehrer wurde wie ein Mörder hingerichtet, obwohl er Liebe predigte und sie auch lebte.

Die Pharisäer überdeckten ihre Zweifel mit Arroganz und überheblichen Argumenten. Thomas hingegen sagte ehrlich, was er dachte. Er wollte Jesus sehen und das erfüllte ihm der Gottessohn.

Wie gehen Sie mit Zweifeln um? Denken Sie darüber nach, wo und wie Sie Jesus bisher erfahren haben.

«Wieso zweifelt ihr daran, daß ich es bin? Seht doch die Wunden an meinen Händen und Füssen! Ich bin es wirklich.»

sagt Jesus in Lukas 24,38b–39a

Wann kommen bei Ihnen Zweifel hoch?

Wochentext: Lukas 24,36–49

Gerne beantworten wir Ihre Fragen anhand der Bibel.
+41 77 533 61 78 (SMS, WhatsApp) info@msd-online.ch

Crocifiggilo…

Crocifiggilo…

… e ce ne libereremo. Il calcolo degli accusatori di Cristo era sbagliato! Dopo tre giorni, la sua tomba era vuota, nonostante sia stata tenuta sotto stretta sorveglianza da un folto drappello di soldati armati. La morte non aveva il potere di trattenere il Figlio di Dio.

Gesù aveva predetto la sua morte e la sua risurrezione. Sono eventi ben documentati nella storia dell’umanità; già sette secoli prima, Isaia ne descriveva i dettagli che solo Dio poteva conoscere.

Una volta risorto, Gesù andò a cercare i suoi amici a più riprese rispondendo ai loro dubbi e ai loro timori. Ordinò loro di andare fino alle estremità della terra per portare la buona notizia ovunque: la condanna sulla croce e la sua morte erano necessarie per espiare i peccati degli uomini non solo di origine ebraica, ma di ogni lingua e di ogni popolo.

La vittoria di Cristo, il giorno della risurrezione, ha assicurato la vita eterna a chiunque si affida a lui. Fino ad oggi milioni di uomini e donne gioiscono perché Cristo è realmente risorto!

Buona Pasqua!

Non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione?

Vangelo di Giovanni 11:50

Uno per tutti…

Testo per la settimana: Seconda lettera ai Corinzi 15:12-20

Scrivi, se hai delle domande su Dio o sulla Bibbia?

Beweise schaffen noch keine Beziehung!

Beweise schaffen noch keine Beziehung!

Menschen aus unterschiedlichsten Schichten, Epochen und Nationen haben die Auferstehung von Jesus miterlebt und bezeugt oder erforscht und belegt. Der Prophet Jesaja hat 700 Jahre zuvor Details genannt, die Gott ihm zeigte.

Der US-Journalist und Atheist Lee Strobel stellt im Film «Der Fall Jesus» seine Suche nach der Wahrheit dar. Aufgrund der Faktenlage kapituliert er vor Gott. Er hält fest: Trotz aller existierenden Beweise muss jeder für sich entscheiden, welcher Wahrheit er glauben will. Ohne Glauben wird keine Beziehung zu Gott möglich.

Wir können ihn ignorieren oder mit Füssen treten. Aber an der Person Jesus kommt niemand vorbei. Er ist auferstanden. Er lebt. Er bleibt für immer. Und er wird auch wiederkommen. Nach unserem irdischen Leben werden wir vor ihm stehen. Die Frage wird sein: «Was hast du aus meinem Angebot gemacht?»

Was werden Sie ihm antworten?

«Er ist nicht hier, denn er ist auferstanden, wie er es gesagt hat.»

sagte der Engel zu den Frauen in Matthäus 28,6a

Was ist für Sie wichtig in einer Beziehung?

Wochentext: Matthäusevangelium 28,1–20

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Qual è il significato della croce?

Qual è il significato della croce?

Al tempo dell’Impero Romano la crocifissione era la modalità di esecuzione della pena di morte. Il filosofo Cicerone lo ha definita come «il supplizio più crudele e più tetro». Un terribile tradimento, le false accuse e le calunnie rese in cambio di vile danaro hanno
condotto Gesù Cristo, il Figlio di Dio, a subire quel giudizio atroce.

Gesù era completamente innocente ed anche il governatore romano Ponzio Pilato non era davvero convinto che fosse colpevole. Così mentre la folla gridava ferocemente: «Crocifiggilo!», il Cristo è stato condannato ingiustamente.

Era un uomo perfetto e non meritava la morte in quanto non aveva mai peccato. Ma su quella croce ha scontato la condanna per i miei e per i tuoi errori. Ha preso su di sé la nostra malvagità. È morto come un malfattore al posto nostro.

La croce ricorda anche a te che è necessario rivolgerti a Gesù. Riconosci i tuoi peccati; chiedigli perdono, ringrazialo e cambia il tuo stile di vita, perché al Calvario si è caricato del verdetto che toccava a te. Grazie a lui sei liberato anche dalla colpa e reso giusto davanti a Dio.

Cristo ci ha riscattati.

Lettera ai Galati 3:13a

Come ti prepari a festeggiare la Pasqua?

Testo per la settimana: Lettera ai Galati 3:9-14

Scrivi, se hai delle domande su Dio o sulla Bibbia?

La cena memorabile

La Pasqua per gli ebrei è la festa annuale più importante: ricordano la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Anche Gesù desiderò con tutto il cuore celebrare questo ricordo con i suoi discepoli prima di soffrire. Gesù ci dà la vera liberazione dalla schiavitù del peccato! Ecco perché viene chiamato l’Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo. (Giovanni 1:29)

Nemmeno i discepoli, che avevano vissuto per circa tre anni in stretto contatto con Gesù, capirono la gravità di quel momento, cioè l’imminente sacrificio del loro Maestro. Poco prima della sua morte li ritroviamo addirittura  a litigare fra di loro per capire chi sarebbe stato il più importante nel regno di Dio!

Ecco perché Gesù dimostra ancora una volta con i fatti che egli si trovava in mezzo a loro come Colui che serve: si alzò da tavola, si tolse la veste, si mise un asciugamano attorno ai fianchi, versò dell’acqua in una bacinella e cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli e ad asciugarglieli.

Proprio mentre stavano ancora mangiando, Gesù fu sopraffatto da una forte tristezza e disse che uno di loro lo avrebbe tradito. Dicendo questo, diede a ciascuno l’opportunità di esaminarsi. Ecco perché ognuno di loro gli chiese: «Signore, sono forse io?» Gesù rispose che colui che avrebbe inzuppato il pane nel suo piatto lo avrebbe tradito e poco dopo Giuda Iscariota fece proprio questo.

In effetti Giuda Iscariota aveva già complottato con i capi religiosi di tradire Gesù per trenta sicli d’argento, il valore di 10 mila € di oggi.

È incredibile pensare che Gesù stesse parlando di questo atto tremendo di tradimento proprio mentre quel discepolo era presente alla cena. Gesù è profondamente diverso da noi, se noi sapessimo che qualcuno ci sta per tradire daremmo libero sfogo alla nostra rabbia e ira, ma non Gesù!  

Poi Gesù prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi.

Quale attegggiamento di Gesù ti colpisce particolarmente?

Che cosa puoi imparare dalle sue azioni?

Testo per approfondire: Giovanni 13:1-30 / Luca 22:17-20