da Godloves.me | 2. Agosto 2020
A volte le difficoltà della vita mi sembrano come un’alta montagna da affrontare. Solitamente tendo a chiedere a Dio di rimuovere subito davanti a me le avversità che mi si presentano, visto che per Dio nulla è impossibile! Poi, ripensandoci, comprendo che per Dio quelle montagne non sono un grosso problema. Egli può aiutarmi a scalarle, se conto sulla sua forza.
Sulle cime delle Alpi svizzere si incontrano spesso delle grandi croci. Quando lo scalatore arriva in vetta dopo una faticosa salita, la croce gli ricorda che Gesù Cristo è sempre presente in ogni sfida della vita. È una grande consolazione ricordarci che non siamo soli!
Proprio come sopra un monte in una giornata di sole, l’orizzonte si apre e si possono ammirare panorami non immaginabili dal fondo valle.
Desidero incoraggiare anche te a scalare le tue montagne con Gesù e guardare il mondo dall’alto, con la prospettiva di Dio.
Quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze.
Profeta Isaia 40:31a
Testo per la settimana: Lettera ai Romani 8:31–37
da Godloves.me | 26. Luglio 2020
Unsere Hände: Was für ein geniales «AllzweckWerkzeug»! Wir können greifen, streicheln, anpacken, aufheben… Viel Gutes können wir damit vollbringen, aber auch zerstören und zuschlagen.
Unsere Hände führen das aus, was wir ihnen «auftragen» zu tun. Es ist wunderbar:
- wenn wir unsere Hände nutzen, um anderen zu dienen
- wenn unsere Hände ausgestreckt sind für den Nächsten
- wenn sie bereit sind, Verwundete zu pflegen.
- wenn sie bereit sind, helfend einzugreifen.
- wenn sie bereit sind aufzurichten.
Das Schöne dabei ist: Wer anderen hilft, hilft auch sich selbst. Nächstenliebe erfüllt uns und gibt Freude zurück.
Lasst uns deshalb unsere Hände als Werkzeuge nutzen,
- die helfen, statt zerstören,
- die aufrichten, statt niederdrücken,
- die lieben, statt hassen.
Wochentext: Markus 12, 28–34
Können Sie sich selbst annehmen?
da Godloves.me | 26. Luglio 2020
Dio ha liberato il popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto in modo potente e spettacolare. Nonostante i numerosi miracoli e la provvidenza quotidiana di Dio, gli israeliti si ribellarono ripetutamente. La disubbidienza è una pianta che sviluppa profonde e amare radici nel cuore.
Hai mai incolpato Dio per una disgrazia? È successo qualcosa che ti risulta insopportabile? Troviamo molti motivi per ribellarci al Signore e per coltivare delle radici di amarezza nel fondo cuore. Esse ci portano poi ad isolarci dagli altri, per compiangere noi stessi.
Pensiamo mai, invece, di ringraziare Dio per tutti i beni che riceviamo ogni giorno? Grazie per l’acqua fresca, il cibo, i vestiti, una casa…
La gratitudine allontana l’amarezza, ecco perché oggi non voglio dimenticare di ringraziare Dio!
Quante volte i nostri antenati si ribellarono a Dio nel deserto e lo rattristarono in quella solitudine!
Salmo 78:40
Testo per la settimana: Salmo 78:1-72
Come affronti le radici dell’amarezza?
da Godloves.me | 19. Luglio 2020
Wir sind soeben aus den Ferien zurück und wollen ausschlafen. Unangemeldeter Besuch steht vor der Tür. – Bewege ich mich aus meiner Komfortzone heraus und öffne die Türe im Pyjama oder lasse ich die Leute enttäuscht weggehen? Unser Leben bietet unendlich viele Möglichkeiten, die gemütlichere Variante zu wählen und das «Bitte nicht stören» Schild an unser Herz zu hängen.
Mal angenommen, es bestünde eine Notsituation. Zu Recht würde ich mir danach grosse Vorwürfe machen! Hätte ich nur…
Sind wir bereit unser ausgebuchtes Programm durchkreuzen zu lassen, um unserem Nächsten zu dienen? Jesus erzählte von einem überfallenen Mann, den die angesehenen Frommen liegen liessen. Ein einfacher, ausgegrenzter Samaritaner war barmherzig, pflegte ihn und brachte ihn in eine Herberge. Dort bezahlte er für seine Pflege, bis er wieder gesund war. Hätten Sie auch so gehandelt? Das meint Gott, wenn er von unserem Nächsten spricht.
«Wer ist denn mein Mitmensch?»
Lukas 10, 29b
Wochentext: Lukas 10, 29–37
Wie achten Sie auf Ihre Mitmenschen?
da Godloves.me | 19. Luglio 2020
Nell’ottobre 2013, la siccità era preoccupante. L’erba era secca e ingiallita; le foglie degli alberi cadevano miseramente e le riserve d’acqua erano al minimo. La pioggia non cadeva da molti mesi, il sole era sempre più caldo mentre il vento inaridiva la vegetazione. I vigili del fuoco erano in continua allerta, per fare un’opera di prevenzione. Un semplice cerino avrebbe potuto mandare in fumo ettari di bosco.
La Bibbia ci parla di un altro tipo di fuoco altrettanto rovinoso: “Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco… è un male continuo, è piena di veleno mortale”. (Giacomo 3:6-8)
Sì, una parola pronunciata non può mai più essere recuperata e, talvolta, può causare danni irreparabili.
Nessun essere umano è al sicuro dal diventare, di tanto in tanto, una vittima di una parola sbagliata o l’autore stesso di discorsi errati. Tuttavia, in entrambi i casi, tutti possiamo fare appello al perdono di Dio, al suo amore e alla benevolenza. Con l’aiuto di Gesù impariamo giorno dopo giorno a non usare più le nostre parole per ferire gli altri, per chiedere loro perdono e per benedirli.
Gesù disse: Dalla bocca esce ciò che si ha nel cuore.
Vangelo di Matteo 12:34
Testo per la settimana: Lettera agli Efesini 4:25–32
Quanto controllo eserciti sulla tua lingua?